La vicenda giudiziaria che coinvolge Alessandro Basciano e Sophie Codegoni arriva a un primo passaggio decisivo. La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per il dj e influencer 36enne, accusato di stalking nei confronti dell’ex compagna per una serie di episodi che, secondo l’accusa, si sarebbero verificati tra luglio 2023 e novembre 2024.
Nel capo d’imputazione si parla di “condotte reiterate” che avrebbero provocato nella modella un “grave stato di ansia e paura” e un “fondato timore per la propria incolumità”. Ora la parola passa al giudice dell’udienza preliminare, che dovrà decidere se disporre il processo.
L’inchiesta, coordinata dall’aggiunta Letizia Mannella e dal pm Antonio Pansa, era stata chiusa a fine settembre dopo gli accertamenti dei carabinieri.
Le accuse e il racconto di Sophie Codegoni
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Sophie Codegoni, 24 anni, avrebbe subito per oltre un anno e mezzo insulti, pedinamenti, minacce – anche di morte – e atteggiamenti persecutori. Nella denuncia la modella avrebbe raccontato di essere stata costretta a cambiare le proprie abitudini di vita, evitando di uscire da sola e facendosi sempre riaccompagnare a casa per timore di incontrare l’ex compagno.
Agli atti dell’indagine sarebbero state acquisite anche diverse chat tra i due, con frasi come “Me le paghi” o “Mi faccio 30 anni”, ritenute dagli inquirenti rilevanti ai fini della contestazione.
L’arresto, la scarcerazione e il braccialetto elettronico
Basciano, che aveva conosciuto Codegoni nel 2021 nella casa del Grande Fratello Vip, è stato arrestato nel novembre 2024 e scarcerato meno di 48 ore dopo dal gip. Nei suoi confronti è stato disposto il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico.
Il 36enne, difeso dall’avvocato Leonardo D’Erasmo, ha sempre respinto ogni accusa e ha scelto di farsi interrogare dai pm durante le indagini.
La replica di Alessandro Basciano: “Conclusa la fase del silenzio”
Nella serata di ieri, il dj ha affidato ai social una lunga replica. “Nell’ultimo anno e mezzo ho maturato, in modo razionale, la convinzione che in questo Paese si tenda ad accusare e condannare senza un’adeguata conoscenza dei fatti, a giudicare per preconcetti, invidia o complessi di inferiorità, e ad applicare la legge in modo non uniforme”, ha scritto, parlando di una “strumentalizzazione degli eventi per finalità personali o mediatiche” e di giudizi sommari basati, a suo dire, su “ricostruzioni distorte” o “comportamenti estrapolati dal contesto”.
Basciano ha poi precisato: “Vedo regolarmente mia figlia nel pieno rispetto del protocollo e delle disposizioni stabilite dall’Autorità Giudiziaria. Non ho alcuna necessità di dimostrare pubblicamente la correttezza del mio operato, né di ‘ripulire’ la mia immagine, poiché agisco con coscienza limpida e nel rispetto delle regole”.
Nel lungo sfogo, il dj ha parlato anche di presunti ostacoli incontrati nell’ultimo periodo: “Nel tempo sono stato ostacolato e, in più occasioni, deliberatamente intralciato da terzi… Nell’ultimo anno e mezzo ho subito accuse, giudizi e pressioni fondate su ricostruzioni parziali o distorte, con strumenti incisivi idonei a danneggiare gravemente una persona”. E ha concluso annunciando un cambio di strategia: “Ritengo conclusa la fase del silenzio: da questo momento ogni circostanza sarà rappresentata nelle sedi opportune, con la necessaria chiarezza e determinazione”.
Ora la decisione del giudice
La vicenda, seguitissima sui social e sui media fin dalla fine della relazione nata sotto i riflettori del reality, entra ora in una fase cruciale sul piano giudiziario. Sarà il giudice dell’udienza preliminare a stabilire se le accuse dovranno essere discusse in aula e se per Alessandro Basciano si aprirà ufficialmente il processo.
