Una stagione “straordinaria”, anzi qualcosa di più. Con queste parole Nazario Matachione ha voluto celebrare la promozione del Savoia e la festa andata in scena ieri allo stadio “Giraud” di Torre Annunziata insieme ai tifosi biancoscudati.
Un lungo messaggio, quello diffuso dal patron oplontino, nel quale non si parla soltanto di risultati sportivi ma anche di progetto, identità e rilancio della città attraverso il calcio.
“È stata una stagione magica, una di quelle che restano nella storia e nella memoria di un popolo”, ha scritto Matachione, paragonando l’emozione vissuta quest’anno a quella del primo scudetto del Napoli, vissuto però allora da tifoso e oggi invece “da protagonista”.
“Per la prima volta ho costruito il calcio che immaginavo”
Nel suo intervento, Matachione rivendica soprattutto la possibilità di aver costruito il progetto tecnico secondo una propria visione, dalla scelta dei dirigenti fino alla costruzione della squadra.
“Negli anni passati mi sono spesso dovuto adattare a situazioni e dinamiche che non rispecchiavano la mia idea di calcio e di gestione. Questa volta invece ho potuto costruire davvero un progetto secondo la mia visione”, ha spiegato.
Il patron ha poi ringraziato tutte le figure che hanno accompagnato il percorso del club, a partire da Emanuele Filiberto di Savoia, definito ormai parte integrante della famiglia biancoscudata.
Parole di riconoscenza anche per Tina e Alfonso Santillo, Marcello Pica e soprattutto per Arcangelo Sessa, presidente e legale rappresentante della società, indicato come punto di equilibrio interno e riferimento nella gestione quotidiana del club.
Il richiamo alla legalità
Ampio spazio anche al tema della legalità, più volte richiamato da Matachione nel corso della stagione e tornato centrale anche nel messaggio diffuso dopo la promozione.
“La mia idea di legalità è semplice e chiara: chi entra nella nostra società deve sapere che qui esistono regole precise, trasparenza e rispetto assoluto della legge”, ha sottolineato il patron.
Parole nette anche verso chi potrebbe tentare di avvicinarsi al club con interessi diversi da quelli sportivi.
“Chi prova ad avvicinarsi con secondi fini troverà una barriera invalicabile. Noi denunceremo sempre tutto e tutti”, ha aggiunto.
“Ora dobbiamo diventare professionisti”
Infine, lo sguardo rivolto al futuro. Dopo il ritorno tra i professionisti, per il Savoia si apre ora una fase nuova, che secondo Matachione dovrà coinvolgere non solo la squadra ma l’intero ambiente cittadino.
“Adesso inizia una nuova fase. Ora diventiamo professionisti e dobbiamo diventarlo tutti insieme, dentro e fuori dal campo, se vogliamo continuare a essere protagonisti”.
Un messaggio che intreccia sport, identità territoriale e ambizione, nel tentativo di trasformare la promozione in Serie C nel punto di partenza di un progetto più ampio per Torre Annunziata e per il calcio oplontino.


