Il Savoia travolge la Sancataldese con un netto 3-0 e conquista la promozione in Lega Pro al termine di una stagione straordinaria. Un traguardo costruito partita dopo partita grazie al lavoro della squadra, alla guida tecnica di mister Catalano e alla solidità della dirigenza, con Emanuele Filiberto e Nazario Matachione protagonisti nell’allestire un organico competitivo e ambizioso.

Ma questa promozione ha anche un altro grande protagonista: il popolo biancoscudato.

I tifosi del Savoia hanno dimostrato ancora una volta cosa significhi amare davvero una maglia. Non solo nelle vittorie, ma soprattutto nei momenti difficili, sostenendo la squadra senza mai far mancare il proprio calore. E quella di ieri è stata la perfetta fotografia di questo legame indissolubile.

Lo stadio “Giraud” si è trasformato in una bolgia. Se ci fossero stati 10mila posti disponibili, sarebbero stati occupati tutti. Già nel pre-partita l’atmosfera era da brividi: in Curva migliaia di bandiere bianconere sventolate all’unisono hanno accompagnato una coreografia spontanea culminata con lo striscione: “Continuiamo a lottare… Ora è lecito sognare”.

Un messaggio diventato realtà nel giro di novanta minuti.

Durante tutta la gara il sostegno dei tifosi non è mai venuto meno. Ogni azione accompagnata dai cori, ogni contrasto applaudito, fino all’esplosione incontenibile dei tre boati ai gol di Munoz, Umbaca e Ledesma che hanno definitivamente consegnato al Savoia il ritorno nel calcio professionistico dopo 11 lunghi anni.

E anche nel momento della festa finale, la tifoseria ha dato prova di grande maturità. Nessuna invasione di campo, ma applausi e cori dagli spalti mentre la squadra, sotto la Curva, celebrava insieme ai propri sostenitori una giornata destinata a entrare nella storia del club.

Ora, però, accanto all’entusiasmo emerge anche un interrogativo importante: il Comune riuscirà ad adeguare in tempo lo stadio alle normative richieste per affrontare il prossimo campionato di Lega Pro?

La festa continua, ma da oggi inizia anche una nuova sfida.

(Video di Ciro Gagliardi)