A cura di Mario Cardone

Il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, concludendo a Scafati un convegno sull'emergenza fiume Sarno - pericoli di esondazione ed inquinamento - ha proposto un patto istituzionale come quello che è stato sottoscritto nella terra dei fuochi.

Difatti, se la competenza di gestire i cospicui finanziamenti disponibili (si parla di 400 milioni di euro) per il Grande Progetto Sarno compete oggettivamente alla Regione Campania, è anche vero che l'iniziativa va inquadrata nell’ambito del Distretto del Bacino delle Acque del Mezzogiorno (rappresentato al convegno da Vera Corbelli). Vale a dire una struttura ministeriale in cui si articola l'intervento della Regione Campania. Inoltre è necessario far partecipare al patto anche i 39 Comuni bagnati dalle acque inquinate del fiume, che dovranno collaborare evitando “interferenze dilatorie” messe in campo da società di servizi e da privati, che più o meno in buona fede allungano all’infinito i tempi dei lavori pubblici.

Tra gli Enti territoriali, citati da Costa, è stata sottolineata la funzione di tutela che dovrà essere esercitata dal Parco regionale del Fiume Sarno che, come ha felicemente spiegato nel corso del suo intervento la senatrice pompeiana Virginia La Mura, "è chiamato a far sentire la voce del fiume”. Significa che all’Ente Parco dovrà essere attribuita una funzione centrale di tutela nell’accordo che Costa propone di stipulare, chiedendo a tutti di coordinarsi durante i lavori di bonifica e messa in sicurezza e nell’azione di tutela del corso d’acqua contro ogni forma di violenza messa in campo dall’iniziativa pubblica, dall’impresa privata e dai privati cittadini.

Costa ha immediatamente conquistato la folta platea di partecipanti all'incontro con la sua grande apertura al dialogo e la capacità di ascoltare la gente, anche se ha ammesso apertamente che il problema del fiume (sono oramai 40 anni) non si risolverà in pochi mesi né si risolverà con il commissariamento dei lavori di bonifica, che significherebbe il fallimento dello Stato.

Costa si è anche dichiarato intenzionato a convocare a Roma i sindaci dei 39 Comuni coinvolti dal degrado del Sarno. Prima di lui aveva preso la parola la portavoce M5S Virgina La Mura (componente della Commissione Ambiente al Senato) che ha tracciato la strategia della sua componente politica riguardo al Sarno, in cui si punta a salvaguardare la spiaggia di sabbia nera di Rovigliano, sul territorio di Torre Annunziata, evitando cemento con la costruzione della seconda foce del fiume; mentre gli allagamenti invernali si potrebbero contrastare creando aree umide lungo il suo corso. La Mura ha esaltato il valore del contributo di idee che i comitati spontanei di cittadini parsi sul territorio hanno dato in questi ultimi anni alla formulazione di un progetto condiviso che potrebbe rappresentare la base su cui fondare il patto istituzionale proposto da Costa.

Importante anche il contributo al dibattito del presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania, Gennaro Oliviero, che si è detto disponibile ad indire una riunione sul territorio di Scafati. Molti interventi, prima del suo, avevano finito con l’esasperazione degli animi di persone insoddisfatte ed ansiose di sentire finalmente una soluzione ai loro problemi che sono di salute e di soldi e non possono certo essere superati con i soliti giri di valzer.