A cura di Salvatore Cardone

“Guaglio', ricordati che per te la porta è sempre aperta!”. Così disse il produttore cinematografico Dino De Laurentiis al suo cuoco personale, quando Augusto Bonomo si congedò da lui per vivere altre esperienze. Augusto era un ragazzo sardo di Porto Torres, partito a diciotto anni dalla sua isola per frequentare la scuola alberghiera presso l’hotel Franceschi e il ristorante “La Capannina” di Forte dei Marmi. Dove rimase a lavorare per due anni dopo aver conseguito il diploma di cuoco. Trasferitosi a Roma, si presentò presso un’agenzia per il lavoro, in cerca di una nuova occupazione.  E lì gli dissero: ”Vuoi andare a fare il cuoco a casa di Dino De Laurentiis?”. Augusto accettò subito e si presentò allo stabilimento cinematografico sull’Appia Antica, dove lo accolse Dino, che gli fece una sola domanda: “Sai fare il sugo con la pummarola?”. Il giovane cuoco, anche se meravigliato, gli rispose subito di sì e iniziò così la sua straordinaria carriera da chef nella Villa Catena di Poli, un paesino vicino Roma dove abitava De Laurentiis con la moglie Silvana Mangano ed i figli Veronica, Raffaella, Federico e Francesca.

“C’era un via vai di personaggi famosi - ci racconta Augusto -, lo scultore Giacomo Manzu, il governatore della Banca d’Italia Guido Carli, la regina dell’Iran Soraya, tanto per citarne alcuni. A volte si organizzavano nella villa fastosi ricevimenti con un centinaio di invitati ed io dovevo darmi da fare per accontentarli tutti con le mie pietanze”.  A questo punto chiedo ad Augusto quale era il piatto preferito di Dino. “Ziti alla napoletana con melanzane e polpette, gratinati al forno, molto graditi dai genitori Aurelio e Giuseppina, dal fratello Luigi e dal giovane nipote Aurelio. Ma non mancavano mai verdure cotte, spinaci, minestroni di fagioli e la porchetta. Tutte ricette che ho citato anche in un mio libro di cucina”.

Augusto ci racconta anche particolari inediti e divertenti dei piccoli De Laurentiis. “Federico non voleva svegliarsi presto la mattina, allora io lo prendevo dal letto e... lo mettevo mezzo assonnato nella vasca, per farlo lavare e andare con l’autista a scuola! Francesca, invece, non voleva mangiare, pensai di fare un giochetto con la sua manina, raccontandole un ritornello, lei rideva ed io... le infilavo il cucchiaio di minestrina in bocca! Di Veronica e Raffaella ricordo che il padre Dino pretendeva che mangiassero nella grande cucina con il personale, per insegnare loro l’umiltà!”.

Poi, dopo due anni, Augusto decise di trasferirsi a Milano, per lavorare nel ristorante ”Al dollaro” con l’allora poco conosciuto cantante Al Bano, che faceva il pizzaiolo, e “Al Santa Lucia”, dove veniva a mangiare il produttore Aurelio De Laurentiis che lo riconobbe e lo salutò cordialmente. Nel 1980, Augusto decise di rilevare l’antico ristorante “Papà Francesco”, al centro di Milano, con dehors su piazza de La Scala, che gestisce insieme alla moglie Rita, al figlio Paolo e alla nuora Lucia, con i nipoti Mattia e Alessio che già si affacciano in cucina per dare una mano e, chissà, per continuare un domani la tradizione di famiglia.

“Anche nel mio ristorante vengono a mangiare personaggi famosi, come il tenore Placido Domingo, e abbiamo un sito internet che è stato il primo in Italia, nel 1995, ad essere creato da mio figlio Paolo, laureato in economia e commercio e appassionato di informatica”.

Ma Augusto ha sempre nel cuore, nostalgicamente, la famiglia De Laurentiis. “A Telelombardia presento ricette di cucina nella trasmissione di Giorgia, e spesso anche i piatti che piacevano a Dino”. Durante le festività, a Natale, Capodanno e Pasqua, gli inviava gli auguri e la risposta di Dino arrivava accompagnata da una frase: ”Ti ricordo sempre con piacere, guaglio'!”. Un’ultima curiosità. Augusto abita ad Arcore, e il giardino della sua casa confina con la grandiosa tenuta di Silvio Berlusconi.

Ogni pomeriggio, insieme alla moglie, Augusto parte per Milano, per preparare da “Papà Francesco” le prelibatezze attese da affezionati clienti. E non ci pensa minimamente ad andare in pensione, perché quello è il suo regno, come lo era la cucina nella villa del grande Dino...

Ringrazio la professoressa Loredana Tagliaferri che, leggendo un mio articolo su TorreSette, si è messa in contatto con me tramite Messenger e mi ha consentito di conoscere Augusto Bonomo.

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