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Boscotrecase riparte: «Abbiamo un pronto soccorso di primo livello e professionisti qualificati»

Boscotrecase riparte: «Abbiamo un pronto soccorso di primo livello e professionisti qualificati»

Il direttore della Medicina d’urgenza Luciano Maia racconta la riapertura dopo sei anni: «È una svolta attesa dal territorio. Chiediamo fiducia e pazienza ai cittadini».

(3 minuti di lettura)

Questa mattina è stato inaugurato il pronto soccorso dell’ospedale di Boscotrecase, alla presenza del presidente della Regione Roberto Fico, del vicepresidente Mario Casillo, di assessori e consiglieri regionali, del senatore Orfeo Mazzella, del direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud Giuseppe Russo e dei sindaci dell’area vesuviana.

La riapertura arriva dopo sei anni di chiusura, periodo durante il quale il presidio non aveva potuto operare per la mancanza di personale medico dedicato all’emergenza-urgenza.

«Più che una nuova apertura, è una riapertura»

«Questa è, a tutti gli effetti, una riapertura del pronto soccorso», spiega il dottor Luciano Maia. «Prima del Covid avevo già diretto questo pronto soccorso per circa un anno e mezzo. Poi l’emergenza pandemica ci ha costretto a sospendere l’attività. Successivamente è stata riattivata la medicina d’urgenza e, dopo un anno di lavoro intenso, oggi riapre anche il pronto soccorso».

Per Maia si tratta di un passaggio «quasi epocale» per il territorio: «La popolazione lo attendeva da tempo. Oggi possiamo contare su un pronto soccorso di livello elevato e su specialità che in passato non erano presenti o non erano strutturate in questo modo: ortopedia, pneumologia, Breast Unit, chirurgia d’urgenza ed emodinamica, oltre naturalmente alla medicina d’urgenza».

La questione del personale

Il tema più delicato resta l’organico. Maia non lo nasconde: «Negli anni ho perso personale: alcuni colleghi sono stati trasferiti, altri hanno scelto percorsi diversi. Attualmente sono l’unico medico con specifica qualifica di emergenza-urgenza presente stabilmente qui. Per questo abbiamo costruito un modello integrato: cardiologi, pneumologi, internisti, medici della medicina d’urgenza e chirurghi partecipano alla turnazione del pronto soccorso».

Alla domanda sul timore che la carenza di medici possa nuovamente mettere in difficoltà il presidio, il direttore invita alla prudenza ma anche alla fiducia. «Chiediamo ai cittadini la stessa pazienza necessaria in ogni pronto soccorso. L’accesso avviene secondo i codici di priorità: prima i pazienti più gravi, poi quelli meno gravi, indipendentemente dal livello di agitazione o dalla percezione soggettiva dell’urgenza».

«Per garantire tempi di risposta migliori abbiamo organizzato turni con tre medici al mattino, tre al pomeriggio e due durante la notte. È uno sforzo importante, ma ci consente di offrire una valutazione più rapida e approfondita. Arriveranno inoltre professionisti di alto livello da diverse discipline. Non credo che dovremo affrontare problemi immediati, anche se ogni riapertura richiede una fase di rodaggio».

Pediatria, ostetricia e ginecologia: cosa può riaprire

Molti cittadini sperano che il rilancio del presidio possa riportare, nel medio periodo, anche servizi oggi assenti nell’area vesuviana, come il punto nascita.

«Al momento qui non sono attive ostetricia, ginecologia e pediatria», chiarisce Maia. «Tuttavia, secondo le indicazioni del direttore generale, è allo studio la riapertura della pediatria e successivamente anche di ginecologia e ostetricia. Si sta valutando inoltre un potenziamento in ambito neurologico».

Il direttore precisa infine che i pazienti che arrivano in codice rosso «vengono comunque assistiti e stabilizzati indipendentemente dalla patologia di cui soffrono».

La riapertura del pronto soccorso di Boscotrecase rappresenta uno dei tasselli più attesi per il rilancio della sanità nell'area vesuviana. Dopo sei anni di chiusura, il presidio torna a essere un punto di riferimento per le emergenze del territorio, con l'obiettivo di alleggerire il carico sugli altri ospedali della zona e garantire risposte più rapide ai cittadini. Restano le sfide legate al personale e al consolidamento dei servizi, ma il messaggio lanciato dalla direzione sanitaria è chiaro: il percorso è ripartito. E tra i progetti futuri ci sono anche il ritorno di reparti strategici come pediatria, ostetricia e ginecologia, servizi che per anni hanno rappresentato un punto di riferimento per migliaia di famiglie vesuviane.

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