Nella mattinata odierna i carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo, gravemente indiziato del reato di tentato omicidio ai danni del fratello. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica.
Le indagini hanno avuto origine nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, quando la vittima era stata ricoverata all’ospedale di Castellammare di Stabia con una grave ferita alla testa, inizialmente attribuita a una caduta accidentale. Ai medici, però, l’uomo aveva raccontato di essere stato aggredito dal fratello, circostanza che ha fatto scattare l’immediato intervento dei carabinieri.
Gli accertamenti, condotti dai militari della Stazione di Castellammare e coordinati dalla Procura, hanno permesso di ricostruire una dinamica ben diversa: la vittima sarebbe stata colpita violentemente alla testa con una sedia metallica al culmine di una lite per futili motivi.
A causa dell’aggressione, l’uomo ha riportato un grave trauma cranico ed è stato sottoposto a diversi interventi chirurgici salvavita. Attualmente si trova ancora ricoverato in ospedale.
Le indagini – basate su testimonianze, referti medici, acquisizione di messaggi e attività di intercettazione – hanno inoltre evidenziato un rapporto fortemente conflittuale tra i due fratelli, legato a questioni economiche e, in particolare, alla casa dei genitori defunti in cui viveva la vittima. Sarebbero emersi anche precedenti episodi di violenza, risalenti al dicembre 2025, quando la vittima aveva già riportato lesioni e manifestato ai familiari il timore per la propria incolumità.
Nel corso della perquisizione effettuata oggi nell’abitazione dell’indagato, i carabinieri hanno rinvenuto la sedia presumibilmente utilizzata per l’aggressione, che sarà ora sottoposta ad ulteriori accertamenti.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nella casa circondariale “G. Salvia” di Napoli Poggioreale, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.



