A cura della Redazione

Nuova bufera giudiziaria sul Comune di Torre Annunziata. Due consiglieri comunali di maggioranza risultano indagati dalla Procura della Repubblica oplontina per truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso e condotta dalla Guardia di Finanza, riguarda presunti rimborsi indebiti e permessi lavorativi ottenuti attraverso false attestazioni legate alla partecipazione alle commissioni consiliari e alle sedute del Consiglio comunale.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i consiglieri avrebbero prodotto documentazione non veritiera per ottenere permessi retribuiti dai rispettivi datori di lavoro o rimborsi economici da parte del Comune, attestando attività istituzionali che in alcuni casi non sarebbero state effettivamente svolte.

L’indagine nasce da una segnalazione del segretario generale del Comune, che avrebbe rilevato anomalie nella documentazione relativa ai permessi richiesti dai consiglieri comunali. Da qui gli approfondimenti della Guardia di Finanza, che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di due consiglieri.

Nel mirino degli investigatori ci sono soprattutto le modalità con cui venivano richiesti i permessi lavorativi per la partecipazione alle commissioni consiliari. In diversi casi, secondo la Procura, i consiglieri avrebbero attestato la propria presenza a riunioni o attività istituzionali mentre si trovavano altrove o svolgevano attività personali.

Determinanti sarebbero stati gli accertamenti effettuati attraverso servizi di osservazione, analisi dei tabulati telefonici, immagini di videosorveglianza e verifiche documentali.

Tra gli episodi contestati, la Procura cita il caso di un consigliere dipendente di un ufficio postale che, pur risultando impegnato in attività consiliari, sarebbe stato immortalato mentre svolgeva attività private. Un altro consigliere avrebbe invece percepito rimborsi per permessi lavorativi pur essendo in ferie o impegnato in altre attività.

Le Fiamme Gialle hanno inoltre sequestrato documentazione presso il Comune e presso alcuni uffici privati coinvolti nella vicenda. Secondo gli inquirenti, il danno economico per l’ente pubblico sarebbe quantificabile in migliaia di euro.

La Procura sottolinea nel comunicato che le indagini sono ancora nella fase preliminare e che gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

L’inchiesta arriva in un momento già delicatissimo per la politica oplontina, dopo le recenti polemiche istituzionali e le dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo.

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