Un capannone adibito a rimessaggio nautico, esteso su un’area di circa 2mila metri quadri, è stato sequestrato a Torre Annunziata nell’ambito delle attività investigative coordinate dalla Procura oplontina per contrastare l’inquinamento ambientale legato al bacino del fiume Sarno.
Il provvedimento è stato eseguito dalla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli, con il supporto tecnico dell’Arpac. Nel mirino una struttura gestita dalla società “Capri Sea Service Srl”, con sede legale a Capri.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, all’interno del capannone era in corso un’attività di rimessaggio nautico, con lavori di falegnameria e levigazione su un natante da diporto, svolti però senza la prescritta autorizzazione ambientale per le emissioni in atmosfera.
Durante i controlli i militari hanno inoltre riscontrato la presenza di rifiuti pericolosi e non pericolosi depositati in modo incontrollato all’interno dell’area, presumibilmente prodotti dalle attività di lavorazione.
Alla luce delle irregolarità accertate, gli investigatori hanno proceduto al sequestro d’urgenza dell’intera area per impedire la prosecuzione delle attività e l’aggravarsi delle conseguenze ambientali.
L’operazione rientra nella più ampia attività investigativa coordinata dalla Procura di Torre Annunziata lungo il tratto costiero vesuviano e sorrentino, finalizzata a individuare e reprimere fenomeni di inquinamento del fiume Sarno e del mare. Un’attività portata avanti in sinergia con le Procure di Avellino e Nocera Inferiore, l’Arpac e le forze di polizia ambientale, nell’ambito del protocollo sottoscritto nel dicembre 2025.


