A cura di Salvatore Cardone

«Ho scoperto la mia passione a quindici anni, quando ho cantato, a casa mia per diletto, "Amami Alfredo", un'aria della Traviata di Giuseppe Verdi, che avevo imparato da sola. Mio padre Osvaldo,che studiava da baritono, in quanto appassionato di musica lirica, ascoltando la mia voce,rimase meravigliato e favorevolmente impressionato, incoraggiandomi a proseguire su questa strada. E così, quasi per caso, sono diventata un soprano».

A parlare è Nina Monaco, torrese doc, docente di canto presso il liceo musicale "Ego Bianchi" di Cuneo da otto anni, ma profondamente legata alla nostra città, tanto da conservare ancora la residenza a via dei Mille, dove è nata. E' una delle tante eccellenze di cui possiamo essere orgogliosi e che ci rendono onore in Italia e all'estero. 

Nina, raccontaci la tua infanzia ed adolescenza a Torre Annunziata... 

«Ho frequentato il quarto circolo didattico, la scuola media Alfieri e il liceo scientifico Pitagora. Da piccola mi facevano cantare nel coro degli adulti nella chiesa di Santa Teresa e San Pasquale in piazza Ernesto Cesaro. Oltre a mio padre, anche mio nonno Luigi, che purtroppo non ho conosciuto, amava suonare. Ho studiato musica con il maestro Matteo Tosi, noto compositore e direttore di cori, ed è stato lui che mi ha spinto ad iscrivermi al Conservatorio». 

Quando hai iniziato a spiccare il volo come soprano? 

«In verità, prima mi sono iscritta al Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli, conseguendo il diploma di canto come soprano, successivamente mi sono anche laureata in Sociologia alla Federico II. A 23 anni ho vissuto la mia prima esperienza internazionale, a San Diego in California, esibendomi come solista nel coro di Torre del Greco. Il mio trampolino di lancio, però, c'è stato al concorso di Voci Verdiane a Busseto, quando mi sono classificata come finalista».

Poi è iniziata alla grande la tua carriera... 

«Sì, è vero. Ho vinto il concorso lirico "Città di Roma", interpretando Leonora nel Trovatore di Verdi al Teatro Nazionale della capitale. E ho vinto il primo premio al concorso lirico internazionale Caruso-De Lucia a Napoli. Dopo sono stata scritturata dal teatro Opéra Comique di Parigi per interpretare il ruolo di Mimì, protagonista della Bohème, nel centenario di questa opera di Puccini. Poi il ritorno in Italia per esibirmi alla "Fenice" di Venezia, al "Rosetum" di Milano e al "Sistina" di Roma».

Insomma, un successo crescente di anno in anno. E' iniziato allora un lungo periodo di grandi soddisfazioni per te... 

«Innanzitutto all'estero, su invito di Istituti di Cultura italiani e Ministeri della Cultura, in diverse città degli Stati Uniti, della Turchia, della Spagna e della Germania. Accolta con grande entusiasmo dai nostri connazionali, che spesso mi richiedevano il bis, soprattutto quando cantavo canzoni classiche napoletane. Ma io amavo cimentarmi nell'interpretazione della Turandot e di Suor Angelica di Puccini, nella Stabat Mater di Pergolesi e in altre opere, allargando sempre di più il mio repertorio. Tanto è vero che sto programmando per l'anno prossimo di esibirmi, come direttore del  coro lirico  "Enzo Sordello" di Cuneo, nella Cavalleria Rusticana di Mascagni, nel Nabucco di Verdi e nella Madame Butterfly di Puccini».

Quindi di nuovo in Italia... 

«Sì. Dove ho partecipato a diversi festival e manifestazioni artistiche: Benevento-Città Spettacolo, Ville Vesuviane-Campolieto, Santa Chiara-Napoli, Estate Sorrentina, Giubileo 2000-Paloma a Pompei, Musicarchitettura a Gerace e in decine di altre città italiane. Accompagnata sempre da prestigiose orchestre, come per esempio quella moldava, rumena, di Sanremo, l'Arturo Toscanini di Parma e la Nuova Orchestra Napoletana».

Se non sbaglio hai partecipato anche a trasmissioni televisive...

«Certo, a Casa Rai Uno e a Uno Mattina Estate. Ho curato anche una collana discografica di musicoterapia per la BMG Ricordi. Ma il mio impegno è sempre più poliedrico. Sono autrice e compositrice di musica leggera, faccio parte di commissioni di concorsi lirici, sono direttrice di cori e insegno canto. A tal proposito voglio raccontarvi un episodio divertente...»

Siamo curiosi di ascoltarlo... 

«Quando sono arrivata nel 2010 a Cuneo, nella mia scuola, per iniziare la carriera di docente, erano un po' titubanti per il fatto che fossi una meridionale. Poi dopo avermi sentito cantare al teatro Toselli di Cuneo, sono rimasti entusiasti e lo stesso Provveditore agli Studi mi ha chiesto di... non andare via!».

Programmi prossimi? 

«Partirò il 15 agosto per il Portogallo, per tenere un master come docente per la Traviata, nella città di Coimbra, in una delle università più antiche e prestigiose, dove ha sede il coro "Ignes De Castro", conosciutissimo nel mondo».

Prima di congedarsi, Nina mi presenta suo marito Mario Cuna, che lavora alla Fiat di Torino e studia motori futuristici. Poi mi parla di sua figlia Adriana, appassionata dell'Opera, che ha collaborato con lei al Cuneo Festival. Ciao Nina, ti auguriamo tanti altri importanti successi per la tua carriera.    

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