Nel suggestivo scenario del Villa Campolieto ad Ercolano, il 10 marzo 2026 è stato presentato ufficialmente il volume celebrativo “Ethnos. 30 anni di Visioni, Suoni e Culture”, pubblicazione realizzata per festeggiare il trentesimo anniversario del Festival Ethnos.
Il libro ripercorre tre decenni di musica, ricerca, incontri e dialoghi culturali, raccontando la storia di una rassegna che negli anni è diventata un punto di riferimento per la diffusione della world music e per il confronto tra culture diverse.
Gli interventi delle istituzioni
L’incontro ha registrato una grande partecipazione di pubblico e numerosi interventi istituzionali, durante i quali è stato sottolineato il valore culturale e sociale del festival e il contributo dato alla valorizzazione dei luoghi storici del territorio che negli anni hanno ospitato i concerti della rassegna.
Il consigliere regionale Giorgio Zinno, già sindaco di San Giorgio a Cremano, ha ricordato come l’amministrazione comunale si sia sempre sentita parte integrante del progetto Ethnos, accompagnandone la crescita fin dalle prime edizioni.
Per Torre del Greco è intervenuto il vicesindaco Michele Polese, che ha espresso l’orgoglio del territorio per il lavoro svolto dal direttore artistico Gigi Di Luca, cittadino originario del comune vesuviano, capace di dare lustro al territorio anche a livello internazionale.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche l’assessore regionale Vincenzo Cuomo, il consigliere regionale Ciro Buonajuto, il sindaco di Torre Annunziata Corrado Cuccurullo, l’assessore del Comune di Boscotrecase Antonio Pollio e la vicesindaca di Trecase Mariarosaria Balzano.
Il dialogo con il direttore artistico
Dopo gli interventi di esperti e studiosi come Vito Nocera, Anna Maria Di Luca, Teresa Basile e Ciro De Rosa, il giornalista Salvatore Perillo ha dialogato con il direttore artistico Gigi Di Luca, ripercorrendo le tappe più significative della storia del festival.
“Credo che il festival abbia ricoperto e ricopra un ruolo di primissimo piano per la cultura e per il territorio vesuviano – ha dichiarato Di Luca –. Ha ancora una grande missione: avvicinare i giovani alle altre culture, al rispetto e al dialogo, lasciando una testimonianza forte della diversità e della bellezza, per contrastare odio e discriminazione”.
Il concerto di Bia Ferreira
A chiudere la serata è stata la performance live dell’artista brasiliana Bia Ferreira, che, dopo il concerto dedicato alle scuole nell’ambito del festival, ha offerto al pubblico un’intensa esibizione.
Il pubblico ha accolto l’iniziativa con grande entusiasmo, lasciando dediche e messaggi di ringraziamento al festival. Al termine dell’evento, tutti i presenti sono stati omaggiati con una copia del volume celebrativo dedicato ai trent’anni di Ethnos.
