Le proteste in Iran restano al centro delle cronache internazionali e, con esse, il dolore di chi porta quel Paese nel cuore. Giulia Salemi, da sempre in prima linea per i diritti del popolo persiano, ha affidato ai social un video-appello per riaccendere i riflettori sulla nuova ondata di repressione che sta colpendo Teheran.

Dal 28 dicembre, infatti, il Paese è paralizzato da rivolte scaturite da una crisi economica senza precedenti e da un’inflazione fuori controllo, a cui il regime starebbe rispondendo con il pugno di ferro.
Le parole dell’influencer sono un grido di allarme: Non riusciamo a metterci in contatto con i nostri parenti a Teheran. Non possiamo restare indifferenti.

L’appello di Giulia Salemi: “Hanno isolato il Paese”

Il racconto della conduttrice e influencer non è solo politico, ma profondamente personale. La sua preoccupazione principale riguarda il blackout comunicativo imposto dal governo per soffocare il dissenso.

Hanno isolato il Paese, spegnendo internet, le luci e le linee telefoniche, nel tentativo di zittire le proteste. Provate a immaginare se accadesse qui, a casa nostra. Come ci sentiremmo?”.

Per Giulia Salemi, che ha scelto il nome persiano Kian per il figlio nato dall’amore con Pierpaolo Pretelli, proprio per onorare le sue radici, il silenzio tecnologico è diventato un incubo quotidiano.

Vivo nell’angoscia perché da giorni non riusciamo a contattare i nostri familiari a Teheran, ha raccontato visibilmente provata.

La situazione in Iran: morti, arresti e censura

Le notizie che riescono a filtrare, nonostante la censura governativa, parlano di un bilancio drammatico. Giulia Salemi parla apertamente di una “strage di innocenti”.

Hanno aperto il fuoco sulla folla, causando oltre duemila morti e più di diecimila arresti. E siamo solo all’inizio. Non si può restare in silenzio davanti a questa violenza.

Il coraggio del popolo iraniano e il silenzio dell’Occidente

Nonostante la repressione, la resilienza del popolo iraniano continua a emergere con forza.

Il coraggio degli iraniani brilla più forte. Uomini, donne, giovani e anziani marciano insieme. Davanti a questo coraggio immenso, noi non possiamo restare indifferenti, ha sottolineato Salemi.

Non è la prima volta che la conduttrice usa la propria visibilità per denunciare ciò che accade in Iran: dalla scelta di abiti di designer iraniani sui red carpet internazionali fino al celebre monologo a Le Iene dopo l’uccisione di Mahsa Amini, la sua battaglia non si è mai fermata.