Dopo settimane di indiscrezioni, Carlo Conti conferma a Chi quello che molti già sospettavano: il Festival di Sanremo 2026 sarà il suo ultimo. Il conduttore toscano spiega chiaramente il suo ragionamento, basato su un dato di fatto: negli ultimi dodici anni, a guidare il Festival sono stati solo tre nomi, lui, Baglioni e Amadeus.

"Credo che sia giusto lasciare spazio ad altri", dice Conti, sottolineando quanto sia importante rinnovare anche i volti che guidano il Festival.

Un addio deciso ma sereno

Molti si chiedono: se un evento funziona, perché cambiare? Conti non lo nasconde, riconoscendo apertamente la pressione. "Mi fa piacere che mi invitino a restare: i discografici, la Rai, i cantanti, gli addetti ai lavori".

Nonostante tutti gli inviti e gli endorsement, il conduttore resta fermo nella sua decisione. Il suo pensiero è chiaro: dodici anni di Festival tra tre soli nomi rischiano di trasformare l’evento in routine. Conti vuole invece chiudere questa fase quando può ancora divertirsi, non per stanchezza o imposizione.

"Credo che sia corretto da parte mia divertirmi a fare questo ultimo Festival", spiega, scegliendo con cura la parola divertirsi: un segnale che vuole vivere l’addio come un momento gioioso, non come un obbligo.

Un futuro aperto: il “mai dire mai”

L’intervista si chiude con una frase che lascia spazio a possibilità future: "Poi nella vita non si può mai sapere. Mai dire mai".

Chi potrebbe raccogliere il testimone?

Dal 2027, il Festival di Sanremo avrà un nuovo volto. Tra i nomi più discussi all’interno della Rai ci sono Amadeus, per chi punta sulla nostalgia, Antonella Clerici, per chi cerca continuità con il pubblico, e Stefano De Martino, indicato da molti come la scelta per guardare al futuro e attrarre consensi trasversali.

Secondo quanto riportato da Giuseppe Candela su Dagospia, l’amministratore delegato Giampaolo Rossi avrebbe già le idee chiare: in pole position c’è proprio il conduttore di Torre Annunziata.