Dopo giorni di emozioni e discussioni, il Festival di Sanremo 2026 ha incoronato Sal Da Vinci vincitore con il brano "Per Sempre Sì". La canzone ha conquistato il pubblico, ma non sono mancate critiche durissime e dibattiti sullo stile e sul significato del pezzo.
Incontro sorprendente con i Blue
Tra le reazioni più curiose alla vittoria di Sal Da Vinci, c’è stata quella degli ex componenti dei Blue, Lee Ryan, Duncan James, Antony Costa e Simon Webbe, ospiti di Cult Pop, che hanno assistito all’esibizione sul palco del Teatro Ariston.
In particolare, Duncan James e Lee Ryan hanno canticchiato alcune note del brano, con Ryan che ha sfoggiato i suoi celebri acuti. Alla fine del video, Duncan ha commentato con sorpresa: “E sarà lui a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest?”.
Non è mancata la simpatia di Lee Ryan, che ha scherzato sul suo italiano: “Sentite quanto sono fluente? Probabilmente potrei cantarla e fare una nostra versione RnB del brano”. Tra risate e divertimento, i due si sono anche sfidati nella pronuncia di “accussì”.
Le polemiche sulla vittoria di Sal Da Vinci
Nonostante il trionfo a Sanremo 2026, le critiche non sono mancate. Sal Da Vinci è stato accolto a Napoli con una grande festa, ma sono arrivate anche provocazioni da parte di altri artisti e giornalisti.
In particolare, Aldo Cazzullo ha definito il brano "colonna sonora di un matrimonio della camorra", mentre Fiorello ha ironizzato con l’imitazione a La Pennicanza e Eros Ramazzotti ha espresso opinioni critiche.
L’avvocato del cantante ha precisato che, se le critiche dovessero trasformarsi in offese o discriminazioni, si potrebbero intraprendere vie legali.
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Le parole dell’avvocato di Sal Da Vinci
Come riportato da Il Mattino, Carlo Claps, amico e avvocato di lunga data di Sal Da Vinci, ha spiegato: “L’artista capisce e accetta con maturità che la sua canzone possa non piacere, ma bisogna distinguere tra critica musicale e insulti personali o discriminazione culturale. Quella non si può tollerare”.
Il riferimento è alle dichiarazioni che attaccano Sal Da Vinci non per il brano, ma in quanto napoletano e rappresentante di una cultura popolare. Claps ha sottolineato che alcune frasi, come quelle di Cazzullo, equiparano la canzone napoletana a qualcosa di dannoso: “Questo non è giudizio critico: è discriminazione”.
Per queste ragioni, non si esclude un’azione legale “se le dichiarazioni offensive e diffamatorie dovessero continuare”.
Esposto in difesa di Sal Da Vinci
Le critiche e le offese non sono passate inosservate. Angelo Pisani, avvocato e fondatore del progetto antiviolenza 1523, ha presentato un esposto per difendere Sal Da Vinci, invitando anche l’Ordine dei Giornalisti a verificare il rispetto della deontologia.
Pisani ha dichiarato: “Associare una canzone alla ‘colonna sonora di un matrimonio della camorra’ non è critica musicale, ma un grave stereotipo offensivo e discriminatorio verso Napoli e la cultura meridionale”.
