La vicenda giudiziaria che vede protagonisti Sophie Codegoni e Alessandro Basciano, ex concorrenti del Grande Fratello Vip, torna a occupare le pagine di cronaca con nuovi sviluppi destinati a far discutere. Al centro dell’attenzione c’è la decisione del GUP di revocare l’obbligo del braccialetto elettronico nei confronti del dj, inizialmente disposto dopo la denuncia per stalking presentata dall’ex compagna.
Perché è stato revocato il braccialetto elettronico a Basciano
Secondo quanto emerso, la decisione del giudice sarebbe legata a un elemento ritenuto particolarmente significativo: il trasferimento di Sophie Codegoni in un’abitazione situata a poca distanza da quella di Alessandro Basciano. Una scelta che, agli occhi del GUP, potrebbe risultare incompatibile con uno stato di ansia o paura tale da giustificare una misura cautelare così restrittiva.
Questo dettaglio ha avuto un peso determinante nella valutazione complessiva della situazione, portando alla revoca dell’obbligo del braccialetto elettronico e riaccendendo inevitabilmente il dibattito mediatico attorno alla vicenda.
Il nodo della distanza: 300 o 450 metri?
Proprio sulla distanza tra le abitazioni dei due ex partner si concentra uno degli aspetti più controversi della storia. Da un lato, alcune ricostruzioni parlano di meno di 300 metri, una soglia che avrebbe contribuito a sostenere la decisione del giudice.
Dall’altro, persone vicine a Sophie Codegoni raccontano una realtà diversa, secondo cui la distanza reale sarebbe di circa 450 metri. Non solo: sempre secondo queste fonti, l’influencer non sarebbe stata nemmeno a conoscenza del fatto che l’ex compagno vivesse ancora nella stessa zona.
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Due versioni opposte che rendono il quadro ancora più incerto e alimentano dubbi su ciò che sia realmente accaduto.
La versione dell’avvocato di Basciano
A chiarire – o complicare ulteriormente – la situazione è intervenuto il legale di Alessandro Basciano, che in dichiarazioni riportate da Fanpage.it ha respinto con decisione le ricostruzioni vicine alla Codegoni.
Secondo l’avvocato, il suo assistito vive stabilmente a Milano da settembre e i contatti tra i due non si sarebbero mai interrotti, soprattutto per via della gestione della figlia. I due si sarebbero visti con regolarità e, ogni settimana, verrebbero inviate comunicazioni ufficiali per consentire a Basciano di esercitare il proprio ruolo di padre.
Elementi che, secondo la difesa, dimostrerebbero come Sophie Codegoni fosse perfettamente a conoscenza della situazione abitativa dell’ex compagno.


