In occasione della presentazione della XV edizione del Premio Nazionale Enzo Bearzot, promosso dall’Unione Sportiva ACLI insieme alla FIGC, sono stati annunciati due importanti riconoscimenti dedicati al mondo arbitrale.
Tra questi, il Premio Stefano Farina – istituito nel 2018 in memoria dell’arbitro e dirigente AIA scomparso nel 2017 – è stato assegnato a Marco Guida, appartenente alla sezione di Torre Annunziata. L’annuncio è stato dato dal vicepresidente vicario dell’AIA, Francesco Massini, nel corso della conferenza stampa ospitata nella sala “Paolo Rossi” della FIGC a Roma.
“Marco Guida rappresenta da anni un punto di riferimento per il movimento arbitrale grazie alla sua competenza, disciplina e forte motivazione, che riesce a trasmettere alle nuove generazioni di direttori di gara – ha dichiarato Massini leggendo la motivazione –. Qualità che lo rendono un modello per i più giovani e un interprete autorevole dei valori dell’arbitraggio”.
Nel suo ruolo di rappresentante degli arbitri in attività, Guida si è distinto anche per la capacità di farsi portavoce, con equilibrio e professionalità, delle istanze dell’intera categoria, dalla CAN fino ai giovani impegnati sui campi di tutta Italia. Un riconoscimento che premia dunque non solo il percorso professionale, ma anche il contributo alla crescita e alla rappresentanza del movimento arbitrale.
Nel corso della presentazione, l’AIA ha inoltre annunciato un riconoscimento speciale per Valentina Zamburru, giovane arbitro di 17 anni vittima di un’aggressione durante una gara di un campionato giovanile in Sardegna.
“Una ragazza che ha saputo trovare la forza di rialzarsi dopo la violenza subita su un terreno di gioco, scegliendo il coraggio al posto della paura e la tenacia al posto della rinuncia alla propria passione sportiva – ha aggiunto Massini –. La sua non è soltanto una storia di sofferenza, ma soprattutto di determinazione, dignità e speranza”.
Un esempio forte, che richiama l’attenzione sull’importanza del rispetto nello sport e sul diritto di ogni arbitro, in particolare delle donne, di vivere il proprio percorso senza paura.
