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Raoul Bova sulle chat private: "Ucciso pubblicamente e abbandonato dagli amici. Mi hanno ricattato, ma..."

Raoul Bova sulle chat private: "Ucciso pubblicamente e abbandonato dagli amici. Mi hanno ricattato, ma..."

'Questa estate la frase più in voga era Occhi spaccanti', ha detto l'attore

(2 minuti di lettura)

Durante la festa di Atreju, Raoul Bova è tornato a parlare dello scandalo mediatico che lo ha travolto questa estate, a causa della diffusione di audio privati senza consenso. L’attore ha raccontato come questa vicenda abbia avuto effetti simili a uno tsunami, trasformandolo in bersaglio di meme, battute e giudizi morali sul web.

La consapevolezza dell’era digitale

Raoul Bova ha espresso una riflessione sul modo in cui oggi la società confonde ciò che è lecito e legale con ciò che non lo è, spesso in nome di una morale populista e semplificata. L’attore ha dichiarato: “Cosa ho fatto di così grave? Sicuramente ho sbagliato, fatto errori, me ne pento, ma una persona singola che aveva in mano degli audio privati li ha usati a scopo di lucro, monetizzando, diffamando, cercando consenso, per aumentare il bacino di follower dimenticando cosa andava a fare: accrescere la popolarità uccidendo una persona pubblicamente”.

La decisione di non cedere alle richieste

Bova ha spiegato come gli siano stati chiesti dei soldi per fermare la diffusione dei contenuti, ma ha deciso di non cedere: “Mi hanno chiesto dei soldi. Ho riascoltato le chat e i vocali e ho capito che non c’era motivo di cedere. E poi: se cedo una volta, cosa succede dopo? Così ho deciso di non accettare”.

Il sostegno della famiglia e degli amici

L’attore ha sottolineato l’importanza del supporto ricevuto: “Devo dire che moltissime persone mi sono state vicine, compresa la mia famiglia e i miei figli. Anche i miei amici… ma altri no, hanno preso le distanze perché si diventa a volte come un appestato. Mi domando come può fare chi non ha solidità e persone accanto, molte persone si sono suicidate perché non hanno retto alla diffamazione così grande”.

La testimonianza sul cyberbullismo e la diffamazione

Raoul Bova ha raccontato il peso della diffamazione pubblica, che lo ha trasformato in un bersaglio mediatico: “Ho pagato io, con l’uccisione pubblica. Sono stato sbeffeggiato, ridicolizzato. Quest’estate la frase più in voga era ‘occhi spaccanti’, prima della guerra e delle uccisioni”.

 

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