Una diatriba social tra ex coinquiline del Grande Fratello sta facendo discutere il web. Da un lato c’è Giaele De Donà, che ha raccontato di essere stata “drogata” durante una pratica di meditazione in Colombia. Dall’altro Chiara Cainelli ha voluto fare chiarezza, spiegando la vera natura della sostanza. A svelare quanto accaduto è stato IsaeChia.
Giaele De Donà: “Sono stata drogata in Colombia”
Giaele De Donà ha raccontato la sua esperienza in Colombia, dove soggiornava in un resort a cinque stelle. Nel video pubblicato sui social ha dichiarato: “Ragazzi vi devo dire una cosa che è davvero sconvolgente, sono stata in Colombia e sono appena stata dr0gata dal mio insegnante di meditazione. Sono in un hotel bellissimo a cinque stelle, sono appena andata a fare una sorta di meditazione e l’insegnante a inizio lezione ha dato a tutti noi una cosa da mettere in bocca, spiegandola in spagnolo in maniera velocissima. Ho semplicemente fatto quello che facevano tutti: mi sono messa questa cosa in bocca”.
Giaele ha continuato: “A fine lezione sono andata da lui perché avevo perso la sensibilità della bocca e non capivo il perché. Quando ho chiesto che cosa mi avesse messo in bocca, lui ha detto che mi aveva dato foglie di c0caina. Sì, mi aveva proprio messo in bocca le foglie di cocaina, pura”.
L’ex gieffina ha poi spiegato le motivazioni dell’insegnante: “Mi ha detto che è totalmente normale, che è una cosa che gli ha insegnato sua nonna, che la cocaina ti fa rimanere più focus sui tuoi pensieri e che quindi è molto utile nella meditazione. Tant’è che io sono rimasta scioccata. Gli ho anche chiesto se potevo comprarla e portarla a casa, ma mi ha risposto che non era possibile perché sarebbe illegale. Quindi sì, era proprio cocaina pura, non stava scherzando. Sono stata drogata senza saperlo durante una classe di meditazione. Questa è la Colombia!”.
Chiara Cainelli: “Non si tratta di c0caina, ma di foglia di coca”
In risposta al video di Giaele, Chiara ha pubblicato il suo primo “stitch” su Instagram per chiarire: “Partendo dal presupposto che questo è il mio primo stitch, non ne ho mai fatto uno, soprattutto in casi come questo. Mi sono sentita presa in causa, perché non sono colombiana, ma per metà boliviana, e conosco perfettamente la cultura e la tradizione della foglia di coca. Ho notato che nel video ci sono parecchi errori, e ora vi spiego”.
Chiara ha sottolineato: “La foglia di cui parla la ragazza si chiama foglia di coca e non di cocaina. Non è trattata chimicamente e viene utilizzata come rimedio naturale per molte cose, come noi utilizziamo la valeriana. Nelle culture del Sud America viene masticata, come una sorta di chewing gum, e può dare quella sensazione di anestetizzare leggermente la lingua e provocare il sapore amaro in bocca. Ma quello è semplicemente il sapore della foglia, non si può parlare di stupefacenti”.
Ha continuato chiarendo l’uso della foglia: “Si può utilizzare anche sotto forma di tisana, infuso o caramelle. Tutto qua. È vero che la foglia di coca non si può esportare, ma si può esportare sotto forma di infusi o tisane. Nulla contro la ragazza, ma invito chi viaggia a informarsi prima di diffondere informazioni errate. Dire ‘sono stata drogata’ è sbagliato e può creare allarmismo. La foglia di coca non è cocaina, e lei non è stata drogata”.
