Abbiamo conosciuto Micol Incorvaia, sorella di Clizia Incorvaia, durante la sua partecipazione alla settima edizione del Grande Fratello Vip. Arrivata in finale, non ha trionfato, ma ha comunque trovato l’amore a fianco di Edoardo Tavassi, con il quale condivide ancora oggi una relazione molto stabile.

Intervistata dal Podcast No Lies, Micol ha raccontato diversi aneddoti della sua vita, dal rapporto con i genitori fino all’esperienza nel reality di Canale 5. La giovane ha sempre ammesso di amare moltissimo la sua famiglia e di essere molto legata alla sorella Clizia, anche se in una recente intervista le due hanno confessato di essersi bloccate sui social per tre mesi.

Il rapporto speciale con i genitori

Sul legame con i genitori, Micol Incorvaia ha dichiarato di sentirsi molto fortunata e amata, essendo la più piccola tra i fratelli: "Quando sono arrivata io, sono la terza dei tre fratelli, erano in un’altra fase della loro vita, per cui probabilmente sono stati anche più bravi a fare i genitori. Però anche da parte mia, secondo me, c’è stata una forte predisposizione nel vivere la famiglia, nel vivere gli affetti in maniera così forte, che a volte è anche morbosa, probabilmente. Non mi vergogno a dirlo, o meglio, alcuni mi dicono che dovrei vergognarmi, però non mi vergogno, che ci posso fare. Ogni tanto mi butto nel lettone con loro, ho 32 anni".

Micol ha raccontato di voler trascorrere più tempo possibile con la famiglia, senza però trascurare la sua relazione con Edoardo Tavassi: "Non mi importa, non mi importa, io continuo a farmi viaggi con loro, anche se rimane il mio ragazzo a casa, vabbè, pazienza, tanto abbiamo una vita da vivere insieme. Tutto quello che posso fare con i miei genitori io lo faccio, non mi voglio precludere nulla. Vacanze, andare a trovarle in Sicilia, costantemente".

La giovane ha sottolineato come la sua famiglia sia dislocata in diverse parti d’Italia, tra Sicilia e Milano, ma ciò non le impedisce di mantenere un legame stretto e affettuoso: "Sotto questo punto di vista devo dire di essere stata molto, molto fortunata, tanto fortunata".

Libertà e passione per la lettura

Micol ha sempre vissuto la propria libertà con responsabilità, anche da ragazza: "I miei non mi hanno mai rotto il c***o per niente, ero forse l’unica ragazzina che a 13 anni faceva tardi. Si sono sempre fidati tantissimo di me e io ho ripagato sempre tantissimo la loro fiducia, che loro sanno veramente di qualsiasi cosa che ho fatto, non ci sono segreti tra noi. Mi sono comportata molto bene proprio perché vedevo da parte loro questa fiducia nei miei confronti e pensavo fosse giusto e sacrosanto dall’altra parte rispondere con rispetto, con educazione e comportarmi bene, sempre nei limiti di quello che potrebbe fare. Io puoi fare una ragazzina di 16 anni in pieno sviluppo".

Ha poi sottolineato il ruolo fondamentale della madre nella sua passione per la lettura: "Mia madre appunto sempre sta molto tranquilla, mai richieste di nessun genere, l’unica roba la scuola, ci teneva tanto, tanto, tanto, la scuola e la lettura. In realtà oggi la ringrazio moltissimo perché se non mi avesse martellato con la lettura io oggi non sarei così tanta appassionata alla lettura che in realtà ho preso un decimo della passione per la lettura che ha mia madre e così anche con lo studio. Lì non è che ci si è riuscita proprio molto bene, però mi ha trasmesso la passione per latino e per la lingua italiana. Tutto questo secondo me è grazie a lei".

Un’esperienza intensa alle superiori

Non sono mancati i momenti difficili durante il percorso scolastico: "Al liceo nasce il conflitto folle con la mia prof di latino. Lei era una delle prof più temute. Sono stata l’unica ad essere riuscita a farla piangere. Se le interrogazioni andavano bene questa cosa non le calava e quindi dovevo trovare il modo di farmi cadere, insomma tutte quelle robe là. Motivo per cui a un certo punto io decido in quinto superiore a novembre di cambiare scuola".

Micol ha raccontato con ironia le conseguenze di questa scelta: "Sbagliando clamorosamente perché cosa vai a cambiare scuola, a farti gli ultimi sei mesi in un posto in cui nessuno ti conosce, si deve basare sui voti che c’hai già ma di niente e poi fare gli esami di Stato, insomma fatto sta che sono dei compagni di classe che insomma erano pure più scarsi di me alla vecchia scuola che sono usciti con un voto più alto del mio alla fine. Io pensavo che lei mi avrebbe rovinato il punteggio finale e invece sono uscita con 69 lo stesso. Mia mamma probabilmente non mi ha ancora perdonato per questa cosa".