Dopo l’ultima puntata di Falsissimo, il programma che continua a far discutere per i suoi contenuti e le rivelazioni legate al mondo dello spettacolo, Leonardo D’Erasmo, avvocato e difensore di Gianluca Costantino, è intervenuto nel format di Lorenzo Pugnaloni, CasaLollo, per fare chiarezza sulla vicenda che coinvolge anche Fabrizio Corona e Alfonso Signorini.
Le parole del legale mirano a ricostruire l’intera sequenza degli eventi e a mettere ordine su quanto andato in onda durante la trasmissione, in particolare riguardo alle presunte pressioni per una denuncia e alle telefonate finite al centro del caso.
La ricostruzione di Leonardo D’Erasmo
Secondo quanto spiegato dall’avvocato D’Erasmo, Fabrizio Corona lo avrebbe contattato più volte per capire se Gianluca Costantino avesse sporto denuncia o avesse intenzione di denunciare Alfonso Signorini.
Tutto sarebbe nato da un video pubblicato dallo stesso Costantino sui social, in cui prendeva le distanze dalla vicenda spiegando di aver conosciuto Signorini solo dopo l’uscita dalla casa del Grande Fratello, la sera della sua eliminazione.
L’avvocato ha chiarito che non c’è mai stato un “percorso concordato” per entrare al Grande Fratello e che la ricostruzione dei fatti è stata in parte decontestualizzata rispetto a quanto poi emerso pubblicamente.
Le telefonate al centro del caso Falsissimo
Secondo D’Erasmo, ci sarebbero state più telefonate tra le parti:
- Una prima chiamata esplorativa
- Una seconda conversazione
- Infine una conversazione più ampia, con la partecipazione di Alessandro Basciano come mediatore
L’avvocato ha spiegato che il messaggio che Corona avrebbe voluto trasmettere era quello di coinvolgere più persone per rafforzare l’idea di un “sistema”, spingendo Costantino verso una possibile denuncia. Tuttavia, al momento non risulta alcuna querela da parte di Gianluca Costantino.
Le chat tra Costantino e Signorini
Un punto centrale riguarda le presunte chat tra Costantino e Signorini. L’avvocato ha dichiarato di averne viste solo alcune e non l’intero scambio, sottolineando: "Senza vedere l’intero contenuto delle conversazioni, dall’inizio alla fine, qualsiasi valutazione sarebbe parziale e potenzialmente viziata".
La posizione resta quindi improntata alla prudenza, in attesa di una valutazione giuridica più approfondita prima di prendere qualsiasi decisione definitiva.
