Un momento storico per gli amanti della televisione e della cultura pop: Kabir Bedi, il celebre attore indiano conosciuto come il Sandokan originale, ha incontrato sul palco dell’Ariston Can Yaman, la nuova Tigre di Mompracem che interpreta lo stesso personaggio nel recente remake trasmesso su Rai1.

L’emozione dell’incontro ha attraversato 50 anni di storia televisiva e almeno tre generazioni di fan.

L’omaggio di Kabir Bedi

Durante la sua partecipazione al Festival, Kabir Bedi, 80 anni, ha rivolto parole di ringraziamento al pubblico italiano: "Grazie per il vostro amore, per il rispetto che mi avete dato in 50 anni".

La star turca Can Yaman ha reso omaggio a Bedi con un gesto di grande rispetto: baciandogli le mani e toccandole con la fronte, spiegando:
"È così che in Turchia i giovani fanno con le persone più grandi".

Bedi si è detto emozionato per essere a Sanremo, un festival conosciuto in tutto il mondo.

Sandokan: un’icona senza tempo

Riguardo al nuovo Sandokan, Kabir Bedi ha commentato: "Ha una storia completamente diversa dal mio, ma vederlo è stata un’esperienza molto piacevole. È stato interessante vedere come hanno cambiato le storie di tutti i personaggi".

Essere Sandokan è, secondo l’attore, "una grande responsabilità""È una figura iconica. Siamo entrambi molto fortunati a interpretare questo personaggio molto importante per la cultura italiana. La gente ci ammira non solo per la nostra interpretazione ma per quello che Sandokan rappresenta". A Can Yaman ha infine detto: "Sei un degno successore".

Omaggio alle tigri e gag finale

Sul maxischermo dell’Ariston è stata mostrata la leggendaria scena in cui Sandokan uccide una tigre. A rassicurare il pubblico, Carlo Conti ha spiegato: "Nessuna tigre è stata maltrattata per realizzarla"Kabir Bedi ha aggiunto: "Dobbiamo preservare le tigri".

La serata si è conclusa con una simpatica gag: Laura Pausini ha annunciato ai due attori: "Mi spiace ma non sarete voi a interpretare il prossimo Sandokan".

A quel punto, sullo schermo è comparso un fotomontaggio di Carlo Conti nei panni dell’eroe, mentre partiva la sigla ‘Carlotan’.