Al Trianon Viviani prende forma una serata che va oltre il concerto, trasformandosi in racconto, memoria e gesto concreto di solidarietà. Protagonista è Raiz, voce inconfondibile capace di attraversare generi, lingue e tradizioni, guidando il pubblico in un viaggio musicale che unisce la radice napoletana a un respiro internazionale. Titolo del concerto “Montecalvario”, quartiere di Napoli dove da poco l’artista è ritornato a vivere.

Il nuovo tour dell’artista si muove infatti lungo le linee della contaminazione: la canzone napoletana diventa materia viva, aperta al dialogo con sonorità globali, senza mai perdere la propria identità. Il punto di partenza è Sergio Bruni, figura centrale e ispirazione profonda, a cui Raiz ha dedicato un album due anni fa. Da lì si dipana un percorso che alterna narrazione e canto, memoria e reinvenzione, tradizione e contemporaneità.

Accanto a lui, un ensemble di musicisti di grande sensibilità costruisce un tessuto sonoro ricco e raffinato: Giuseppe De Trizio alla chitarra classica e agli arrangiamenti, Adolfo La Volpe tra chitarra classica e portoghese, Giovanni Chiapparino alla fisarmonica, Francesco Corrado De Palma tra cajón, darabouka e percussioni, e Giorgio Vendola al contrabbasso. Questo concerto è anche un atto d’amore e di memoria. È dedicato a Daniela Chichota, moglie dell’artista, e si carica di un significato ancora più profondo grazie alla sua finalità benefica: i proventi saranno devoluti alla Senologia del Policlinico Gemelli, a sostegno della ricerca contro il cancro al seno.

La musica, così, si fa veicolo di cura e speranza, trasformando l’emozione in impegno concreto. Al Trianon Viviani, Raiz non porta semplicemente uno spettacolo, ma un’esperienza che intreccia arte e vita, dolore e bellezza, radici e futuro. Una serata in cui ogni nota racconta, ogni parola risuona, e ogni silenzio ha il peso delle cose autentiche.