Abbiamo frequentato insieme l'istituto magistrale "Villari" di Napoli. Poi, dopo la maturità, ci siamo persi di vista, seguendo ognuno la propria strada. Grazie all'intraprendenza di alcuni compagni di classe ci siamo ritrovati dopo circa cinquant'anni. E così ho potuto incontrare e abbracciare il mio amico Nando Guarnieri.

Ho saputo che aveva intrapreso la carriera militare, fino al grado di generale dei paracadutisti, prima di andare in pensione. "Sono stato in Somalia, Bosnia, Kosovo e Iraq in diverse missioni - mi aveva raccontato anni fa". Ora risiede a Livorno e ha un figlio, Giovanni, che lavora a Dubai, dove vive da molti anni con la moglie Silvia e i figli Eva e Edo. Sapendo che l'Iran aveva attaccato Dubai, gli ho telefonato per sapere se la famiglia del figlio stava bene. "Salvatore, sono anche io a Dubai in visita ai miei con mia moglie Valeria - mi ha risposto - e purtroppo ci siamo trovati tutti in questo scenario di guerra".

Mi sono preoccupato e gli ho chiesto ulteriori notizie. "Fortunatamente stiamo tutti bene, anche se viviamo tra allarmi di sirene, boati, e stanno precipitando schegge di missili e droni colpiti dalla contraerea. Pensa che sugli Emirati Arabi Uniti, di cui Dubai fa parte, sono stati lanciati dagli Iraniani 137 missili e 239 droni, tutti intercettati con successo".

Nando continua il suo racconto. "Eravamo venuti qui giorni fa per trascorrere una vacanza serena insieme alla famiglia di mio figlio, per goderci il magnifico mare che c'è, fare nuotate e stare al sole, perché fa caldo nonostante che siamo a marzo, ed invece eccoci proiettati in una situazione di pericolo".

Non ho avuto bisogno di rincuorarlo, perché queste situazioni, anche più pericolose, le ha vissute diverse volte durante le sue missioni militari, e vicino a lui la sua famiglia si sente tranquilla, anche perché sono tutte persone coraggiose. E per farmi vedere che sono sereni mi ha inviato una foto con il figlio Giovanni, sul cui sfondo si intravede il "Bury Al Arab" di Dubai, il lussuoso albergo a forma di vela in un grattacielo alto 280 metri, costruito su un'isola artificiale.

A questo punto lo saluto, con l'invito a ritornare a Torre Annunziata, dove è stato in visita sette anni fa con altri miei compagni di classe, quando abbiamo festeggiato tutti insieme il nostro incontro a Torre Annunziata, al ristorante "La Barchetta".

(Nella foto, Nando con il figlio Giovanni a Dubai. Nel riquadro, Guarnieri in divisa da generale dei paracadutisti)