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Grande Fratello, la migliore amica di Rasha accusa Omer dopo la rottura: “Non si è sentita protetta”

Grande Fratello, la migliore amica di Rasha accusa Omer dopo la rottura: “Non si è sentita protetta”

L'intervento sui social di Clarissa

(3 minuti di lettura)

Negli ultimi giorni, il fandom dei cosiddetti “Rashmer”, che sostiene la coppia formata da Rasha Younes e Omer Elomari, è stato travolto da un acceso dibattito riguardo la fine della relazione tra i due concorrenti dell’attuale edizione del Grande Fratello. Ad intervenire ora è Clarissa, migliore amica della gieffina di origini palestinesi, che ha deciso di esporsi pubblicamente sui social dopo la rottura tra i due.

Le sue parole hanno immediatamente diviso il pubblico: da una parte c’è chi comprende e sostiene la sua posizione, dall’altra i fan più “irriducibili” del siriano – e persino alcuni sostenitori della coppia – hanno invece criticato toni e contenuti del suo intervento.

“La verità sta nella vita fuori”: Clarissa interviene sulla fine della relazione

Clarissa ha scelto Instagram per raccontare il suo punto di vista, cercando un equilibrio tra rispetto e sincerità ma senza nascondere il malessere che, secondo lei, Rasha avrebbe vissuto durante la relazione all’interno della Casa.

Secondo l’amica, il carattere aperto, comunicativo e spontaneo di Rasha fa parte della sua essenza e del contesto televisivo in cui si trova. È proprio da qui che sarebbe nato il conflitto.

Il cuore dello sfogo di Clarissa: “Rasha si è sentita trattenuta e giudicata”

Voglio chiarire una cosa con rispetto, ma con assoluta sincerità. In questa situazione Rasha si è sentita trattenuta, giudicata e messa sotto pressione per dei comportamenti che fanno parte della sua persona e del contesto in cui vive (televisivo e di convivenza). Lei è una che parla, si confronta, interagisce, dà consigli. È la sua natura e anche il modo di sentirsi libera e coerente”.

Secondo Clarissa, la richiesta – reale o percepita – di limitare la socialità di Rasha avrebbe generato un forte senso di oppressione: “Quando viene chiesto a lei di limitarsi, di non parlare con certe persone o di muoversi con paura, non si sente protetta: si sente controllata. E questo la fa chiudere, perché una relazione – qualunque tipo di relazione – può funzionare solo se c'è fiducia, non se ci sono confini imposti”.

“Non può colmare da sola il silenzio”: il peso emotivo diventato insostenibile

L’amica racconta anche come il clima emotivo sarebbe progressivamente peggiorato, fino a diventare ingestibile per la gieffina: “A un certo punto il peso emotivo è diventato troppo. Non può colmare da sola il silenzio, né inseguire qualcuno che ogni volta si ritrae. (Derivato anche dal contesto)”.

Il “NO” di Rasha: una scelta di tutela personale

Clarissa conclude spiegando che il distacco di Rasha da Owwmer è un atto di protezione verso sé stessa: “Per questo oggi dice un NO grande e chiaro. Non perché non valga nulla, ma perché lei, in questo momento, vale di più. (Non pensa al gioco ma pensa alla sua persona e a saper convivere con tutti). Ha bisogno di rispetto, leggerezza e libertà. Se questi elementi non ci sono, allora si protegge da sola. La verità sta nella vita vissuta fuori”.

 

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