Clizia Incorvaia rompe il silenzio sulle dichiarazioni di Nayra Garibo, moglie di Francesco Sarcina, riguardanti la loro vita privata e la figlia Nina. L’ex concorrente del Grande Fratello Vip ha affidato al suo avvocato, David Leggi, una secca smentita, chiarendo la sua versione dei fatti e difendendo il diritto di tutelare la propria vita privata.
L’ex concorrente del Grande Fratello Vip aveva parlato della sua relazione con il cantante nel corso di una puntata di Verissimo, rilasciando alcune dichiarazioni che avevano provocato una dura reazione da parte dell’attuale compagna di Sarcina.
Le parole di Nayra Garibo
Durante un’intervista, Nayra Garibo aveva voluto difendere il marito, fornendo la propria versione dei fatti. Le sue dichiarazioni, però, sono state prontamente smentite da Clizia Incorvaia tramite l’avvocato David Leggi.
La smentita ufficiale di Clizia Incorvaia
Intervistato da Fanpage.it, il legale di Clizia Incorvaia ha dichiarato: “Non posso non smentire le astiose inesattezze, volendo essere garbati, contenute nelle dichiarazioni della sig.ra Garibo che, fortunatamente per lei, non ha vissuto insieme a me e il signor Francesco Sarcina quando ancora eravamo sposati. È giusto concederle il beneficio del dubbio, come a tutti coloro ai quali un episodio, un fatto o la fine di un rapporto viene ‘raccontato’ – da una sola delle parti – e se ne fanno promotori, per atto di fede, come se fosse la pura verità.”
L’avvocato ha sottolineato di aver sempre scelto di non rendere pubblici dettagli della sua vita privata, per tutelare Nina e altre persone coinvolte: “Le medesime ragioni di tutela che, anni fa, mi hanno trattenuta proprio dall’andare in Questura e che oggi, laddove ingiustamente accusata di ‘diffamare’ qualcuno, non avrei problemi a superare. Sarò ben lieta di documentare dinanzi all’Autorità Giudiziaria come sono andate effettivamente le cose”.
Diritti di visita e tutela della figlia
Riguardo alla frequentazione della piccola Nina con il padre, l’avvocato Leggi ha chiarito: “Vi è un documento sottoscritto da me e dal sig. Francesco Sarcina che regola il sacrosanto diritto di Nina di vedere il proprio padre, sia a Milano che a Roma. Osservarlo a me non sembra né un ‘ricatto morale’ né una ‘pressione continua’. E per capire se sia stato osservato o meno, anche in questo caso, esistono i documenti, non le parole”.
